Hotel Punta Tragara

Preziosità ed eleganza nel cuore di Capri

La realizzazione dell’Hotel Punta Tragara risale al secondo decennio del secolo scorso quando l’ing. Vismara, su indicazioni progettuali dell’architetto di fama mondiale Le Corbusier, costruì quella che i Capresi chiamarono per lungo tempo “La Stracasa”, ad indicare la grande imponenza architettonica. Poco prima della seconda guerra mondiale, la Villa fu ceduta dai Vismara di Milano ai Marchesi Raggio di Genova che la utilizzarono come ritrovo culturale per celebri feste e concerti musicali. Durante l’ultima guerra fu adibita a sede del Comando Americano e frequentata da ospiti illustri quali il Gen. Eisehnower, Sir. Winston Churchill, il gen Mark Clark, il Gen Marshall, la scrittrice Kai Boyle, il Marchese Ettore Patrizi ed altri. Nel 1968 il Conte Manfredi acquistò la villa tramite la Soc. Punta Tragara trasformandola, dopo cinque anni di lavori di ristrutturazione, nell’odierno Hotel Punta Tragara e curandone direttamente la gestione. La straordinaria posizione dell’Hotel regala agli ospiti la possibilità di ammirare dalle terrazze delle proprie camere i famosi Faraglioni di Capri. L’Albergo è stato oggetto di continui miglioramenti e ristrutturazioni pur mantenendo inalterati il fascino originario e si presenta oggi come un mix di eleganza, opere D’arte, reperti archeologici, antiquariato ed opere di arte contemporanea. L’ultima ristrutturazione è stata guidata dal famoso Studio di Architettura Livio Carlo Talamona che ha coordinato un team di progettisti e specialisti nel campo della illuminazione, delle pitture biologiche naturali ed interior design. La cura degli ambienti è studiata in ogni particolare: gli oggetti di arredo spaziano da antiche guaches napoletane a sculture di opere D’arte contemporanea, abatjour e lampade firmate da famosi artisti, quindi mobili antichi e tessuti sobri e raffinati per le tappezzerie. Ogni camera è diversa dall’altra, ogni spazio una nuova emozione. L’albergo dispone inoltre di quattro suite “speciali” che, per la particolare posizione, il taglio architettonico e l’allestimento interno, vengono individuate da un proprio nome: dalla suite Certosa con vista mozzafiato, alla suite Monacone con ampia balconata, dalla Art suite, dove il moderno si confonde con la classicità, alla Penthouse nella quale l’architettura a volte introduce gradatamente all’ampio terrazzo affacciato sul paesaggio. Splendide inoltre le due piscine alimentate da acqua dolce. Le vasche sono inserite in un giardino tropico mediterraneo con Agavi di varie specie, Palme tropicali, Cactus centenari insieme a pergolati di Glicine, Gelsomini e piante di limoni. L’albergo presenta anche una SPA Beauty Farm di circa 300 mq dove è possibile fare trattamenti specifici al corpo ed al viso, massaggi rilassanti e trattamenti estetici con personale altamente qualificato. La SPA utilizza per i trattamenti prodotti esclusivamente naturali PEVONIA. In uno spazio separato è inoltre possibile usufruire per gli amanti dello sport di una palestra attrezzata con macchine Technogym. Il servizio di ristorazione è curato dallo Chef Ferdinando Arcucci il quale propone la sua rivisitazione della cucina tipica tradizionale Napoletana e Caprese alla quale si ispira il nome del ristorante “Monzù”. I “Monzù” storpiatura dialettale del francese “Monsieur” erano i nomi dei cuochi che lavoravano presso le corti delle grandi famiglie aristocratiche napoletane tra i secoli XVIII e XIX. A riceverci all’entrata Pietro Paolo Federico, Hotel Manager di provata esperienza e grande cordialità. A lui il compito di introdurci in questo meraviglioso Hotel. Sistemati in una suite con vista sui Faraglioni ci dirigiamo al ristorante Monzù per un pranzo con vista panoramica. Ci accoglie il responsabile Carlo Esposito e con grande professionalità e cortesia ci introduce alla scoperta del menù. Crudo di mare all’olio extra vergine di oliva di “Nocellara del Belice” ed emulsione di limoni Capresi (delizioso), Ravioli Capresi ripieni di caciotta vaccina e maggiorana conditi con passata di pomodoro e basilico (un incanto), Pezzogna all’acqua pazza di carciofi, olive nere Taggiasche e capperi (il paradiso), selezione di formaggi italiani (una sinfonia) e per finire cuore caldo di cioccolato con spuma allo yogurt di bufala e gelato alle noci di Sorrento (annullarsi nel piacere). Lista vini di tutto rispetto che vi lascio scoprire. Doveroso menzionare in cucina il primo cuoco Luigi Lionetti ed il secondo cuoco Davide Esposito e per la pasticceria Riccardo Ragozzino. Una nota curiosa, ma altrettanto degna di menzione, la qualità del cappuccino, artefice Antonio Vaccaro. Non ne avevo mai degustato uno di pari qualità in tutta la mia vita. Hotel Punta Tragara, dove l’anima e lo spirito si trovano a metà strada tra il cielo e il mare…

Per informazioni hoteltragara.com

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